giovedì 30 agosto 2007

Per i fucili c'è sempre tempo


Il leader del Carroccio il 26 agosto ha lanciato un'accusa sacrosanta contro questo governo:''La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto perché il Nord ha le scatole piene di uno Stato delinquenziale", aggiungendo poi :"A Roma pensano che i lombardi siano dei pirla che parlano ma poi pagano le tasse. A loro interessano solo i nostri soldi. I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'è sempre la prima volta".

Su quest'ultima frase si è scatenata la polemica. Riporto di seguito alcune delle dichiarazioni:

-il sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi dice che ''la migliore risposta a Bossi è il silenzio'' sottolineando come sia ''un problema del centro-destra'' che ''non ci riguarda''

-''Parole sconcertanti'' per Renzo Lusetti della Margherita: ''Sta veramente esagerando ed è ora di dire basta".

-''Una chiamata alle armi inaccettabile'' anche per il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, preoccupato per il fatto che ''affermazioni in palese violazione della legge siano ormai pratica comune, accettate e commentate come un dato di fatto, e che chi rappresenta i cittadini, a destra come a sinistra, possa farle senza rischiare neppure un'ammenda''.

-Il parlamentare dell'Ulivo Giorgio Mele continua a ''stupirsi dei cosiddetti liberali, dei cosiddetti moderati, dei cosiddetti esponenti di centro, dei cosiddetti riformatori della destra italiana che continuano a individuare nella Lega un partito decisivo con cui continuare a fare alleanze per governare il nostro paese''(Nota Bene: parla uno che fa parte di un partito che è alleato di prc, no-globale,...)

-Forza Italia e An gettano acqua sul fuoco. "Il fisco è un tema serio - dichiara il vicesegretario dei centristi Michele Vietti - che non puo essere affrontato con le spacconate, per derubricare così le inaccettabili espressioni del leader della Lega''.

-''Bossi bifronte'' il segretraio dei centristi Lorenzo Cesa. ''Irresponsabile quando parla con Prodi di federalismo e riforma elettorale, irresponsabile quando parla ai militanti della lega, evocando fucili che per fortuna si riveleranno, come al solito, pistole ad acqua''

Ma l'affermazione secondo me più illuminante è quella di Maurizio Gasparri che sottolinea come ''i fucili di Bossi sono verbali''' mentre, al contrario, ''con Prodi sono arrivati in Parlamento personaggi che hanno usato pistole vere nelle file del terrorismo."

Questo non giustifica comunque il Senatur che dovrebbe moderare i termini soprattutto in un periodo di tensione e malcontento, ma sono stufa di sentire prediche da chi è alleato con gente come Caruso, Spena, no-global e sindacati che annoverano fra le loro file le Brigate Rosse. Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra verrebbe da dire.

In ogni caso trovo la proposta della rivolta fiscale molto intelligente, ma sicuramente cadrà nel vuoto. Per avere successo dovrebbe avere un'adesione minima del 30%.
In questi giorni la si è paragonata all'evasione, ma non è così: evadere significa non dichiarare correttamente, incece Bossi propone di compilare correttamente la cartella delle imposte, ma di indirizzarle alle regioni. Numerosi commercialisti hanno confermato che ciò è possibile. Se la finanza dovesse intervenire allora basta correggere l'errore e mandare tutto a Roma. Un'eventuale multa sarebbe attorno ai 103€.

Marta

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