giovedì 30 agosto 2007

Politica: l'arte di raccoglier voti

Partiamo analizzando una semplice definizione tratta dallo Zingarelli: “Politica: scienza e arte di governare uno stato”. Scorrendo poi verso le righe successive si trova un’altra parola, politicante: “colui che si occupa di politica (…) unicamente per soddisfare le proprie ambizioni”.

Dopo questa doverosa introduzione diamo un’occhiata al nostro parlamento: sarà un insieme di politici o semplici politicanti? Non è
questa la sede, e neanche noi siamo le persone adatte, per dare giudizi così gravi, ma definirli politici, alla luce del significato della parola, è un’impresa ardua. Ogni nazione, anche la meglio organizzata, presenta dei problemi. Per governare uno stato è necessario prendere atto di questi problemi, discuterne, provare varie soluzioni e, se non funzionano, ammettere l’errore e provare a ripartire. Torniamo a guardare la nostra classe politica: analizziamone i comportamenti, senza stare a fare distinzioni tra destra e sinistra, parliamo unicamente di forza di governo ed opposizione. Il canovaccio risulta lo stesso da anni, la forza di governo propone e l’opposizione cosa fa? Critica senza proporre soluzioni alternative, talvolta anche andando contro le proprie convinzioni.

Potrebbe sembrare una forzatura, ma non è così, e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti noi.
Legislazione 2001-2006: l’opposizione, ai tempi rappresentata dal centro-sinistra, è occupata nella lotta verso le cosiddette “leggi ad personam”. Tutte le parti sono d’accordo: serve assolutamente una legge per impedire questo scempio. Il cittadino medio cosa si aspetta? Sicuramente che una volta andati al governo, senza esitazioni, questi si rimbocchino le mani e realizzino immediatamente un provvedimento sul conflitto d’interesse. E invece… la storia recente insegna che non è stato così.
Legislazione attualmente in corso: Bersani, ministro dello sviluppo economico, emana una serie di provvedimenti di liberalizzazione in favore della concorrenza. Varie ca
tegorie di esercenti insorgono, e chi trovano a sostenerli? Esponenti del centrodestra italiano. Sì, esatto, proprio quelli che si definiscono liberali. Torniamo allo Zingarelli che definisce liberale colui che sostiene il liberismo, cioè quella “dottrina economica che propugna un sistema economico basato sulla libera concorrenza limitando l’intervento dello stato alla rimozione degli ostacoli (…)”.
Al lettore l’onere di trarne le opportune deduzioni.

Io sogno, e non penso di essere il solo, un insieme di governanti che collaborino, riconoscano gli uni i meriti dell’altro, discutano e alla fine trovino le soluzioni migliori. Non me ne voglia Nicola Zingarelli, ma forse sarebbe necessario aggiornare quella definizione e dargli il significato che sta sempre più assumendo: “politica: la scienza e l’arte di raccogliere i voti, di chiunque e con ogni mezzo”. Esattamente come fa ogni casalinga che si rispetti con i punti dell’IperStanda: ma il nostro futuro vale quanto la spesa in un centro commerciale?

3 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Sono d'accordo..i nostri politici pensano solo ad attaccarsi gli uni con gli altri e noi non andiamo da nessuna parte..il governo propone soluzioni e l'opposizine pensa solo ad attaccarlo senza proporne altre..chissà se prima o poi riusciranno a smetterla di "litigare" e a collaborare..

Marta ha detto...

Il problema secondo me sta nella classe politica che ha il terrore di rinnovarsi. Si fa già fatica a raccogliere voti così e non possono sapere a cosa potrebbero portare di cambiamenti. In questo modo si resta attaccati alle ideologie e ai luoghi comuni che forse(sottolineo forse)potevano essere giusti all'epoca, ma oggi serve una classe politica che non ragioni per partito preso, ma prenda le decisioni più consone valutando caso per caso. L'opposizione dovrebbe avere il ruolo più importante in una democrazia sana: vagliare il lavoro del governo e intervenire per migliorarlo o modificarlo qualora fosse dannoso per i cittadini.
Oggi invece è usanza comune considerare l'opposizione come lo strumento per far cadere la maggioranza.
Specifico che questo accade tanto a destra quanto a sinistra. Ora, so che questo appello forse cadrà nel vuoto, ma lo faccio comunque:
Onorevoli politici che avete governato il nostro bel Paese e che ora vi trovate all'opposizione, piantatela di dire un giorno sì e l'altro pure che il governo deve dimettersi. Piuttosto lavorate su un programma che vi consenta di ottenere la maggioranza alle prossime elezioni e, se volete anticiparle, imparate a essere tutti presenti in Parlamento quando si deve votare.
Onorevoli politici che governate il nostro bel Paese e che ora pensate più alle vostre poltrone che a coloro che vi hanno eletto per favore imparate a mettere il popolo al primo posto.
Appello per entrambi: il Paese soffre per la situazione attuale, ma soffre ancor di più nel vedere che a voi non interessa nulla fino a pochi giorni prima delle elezioni. Imparate a lavorare seriamente e a non cedere ai ricatti degli estremisti e alla pigrizia che addormenta chi ormai sa di essere il potere.
Per migliorare il nostro Paese serve una maggioranza seria e ligia al dovere e un'opposizione severa e responsabile.
Chiedo questo penso a nome di tutti, è così difficile accontentarci?
Marta