Sono stati annullati gli esami per le ammissioni alle facoltà di Medicina e Odontoiatria a Bari, dove era scoppiato lo scandalo che poi ha colpito le università italiane; la truffa è stata scoperta partendo da un sondaggio in cui su tutta Italia, si poteva notare che la percentuale di futuri medici era concentrata nel meridione con valutazioni molto alte (molte sopra i 70 punti sui 78 totali). Da qui sono scattate le indagini e ieri sera è poi arrivata la notizia del rettore dell’Università di Bari, che ha annullato il test di ingresso sostenuto il 4-5 settembre.”Siamo consapevoli che è una scelta dolorosa che potrà creare sconcerto tra chi ha superato la prova onestamente, ma vuole garantire pari opportunità per l’accesso a una carriera universitaria”, la dichiarazione del rettore Corrado Petrocelli, “la prova sarà ripetuta con un test di riserva già pronto e vi potranno partecipare tutti, compresi gli studenti indagati.Sempre di ieri la notizia che il numero degli indagati è salito da 7 a 33: aggiunti nel registro 24 studenti, una vigilante di Chieti che non ha controllato il corretto svolgimento della prova, e un uomo che avrebbe mandato via Sms le soluzioni dei test. Le accuse sono gravi, e secondo me ripetere le prove considerate truccate è la cosa migliore da fare, però posso capire lo sconcerto di alcuni studenti onesti che hanno superato la prova senza trucchi, e debbono rifare la prova, rischiando di non superarla dato che le domande sono di logica e cultura generale. Si può anche dire con sicurezza che oggi avere una laurea è praticamente d’obbligo per ottenere un lavoro che ti gratifichi, e forse può essere questo il motivo che ha spinto dei ragazzi a imbrogliare per accedere alla facoltà, perché spinti dalla necessità di entrare e di conseguire poi la laurea, hanno usato i mezzi che potevano per assicurarsi un posto.
Una domanda può sorgere però spontanea: se di questi tempi avere una laureaè obbligatorio, e i ragazzi sono spinti solo dalla necessità e non da una voglia di approfondire e conoscere certi argomenti, non si abbassa il livello di preparazione? Un’ultima considerazione: se in Italia tutti possono laurearsi, siamo tutti dei geni o le università abbassano i propri standard, anche per avere più finanziamenti, che dipendono dal numero degli iscritti?







2 commenti:
l'Italia non è particolarmente ricca di laureati perciò ben vengano i ragazzi ad iscriversi all'università.
Siamo ben al di sotto degli standard europei specie nelle lauree scientifiche.
Peccato che che si consideri l'iscrizione all'università come un privilegio, magari da conquistarsi con la raccomandazione e con la corruzione.
Il vero male sta nei corrotti che affollano anche le cattedre universitarie trasformando quelli che dovrebbero essere luoghi di scienza e di cultura in immondezzai mafiosi e maleodoranti.
Forse non c'entra nulla con l'articolo ma ho sentito il desiderio di scrivere. ciao
Vorrei rispondere io anche se nn sono l'autrice di questo articolo.
Secondo me la questione non sta nel numero di laureati che ci sono nel nostro Paese, ma nel capire se questi ragazzi hanno davvero la preparazione necessaria.
Il mercato del lavoro oggi chiede una laurea per la maggior parte degli impieghi. E' quindi naturale chi i giovani siano spinti a lurearsi. Il problema è questo: l'università si sta svendendo? Il livello di preparazione si sta abbassando per dare a tutti la possibilità di laurearsi? E qui è molto difficile rispondere.
Sicuramente ben vengano i ragazzi che si vogliono iscrivere, ma io credo che se una persona corrompe o si fa raccomandare significa che questa grande preparazione non ce l'ha. Se uno non è al livello di una facoltà non deve frequentarla, è una cosa abbastanza ovvia. Non si può pretendere di essere ammessi ad ogni tipo di studi se non si hanno le basi necessarie. E' qui la vera questione: perchè non tutti hanno una buona preparazione? Sicuramente alcuni fra questi non hanno mai studiato veramente, ma ci sono quelli che al liceo si sono applicati. E allora, il livello della nostra scuola com'è?
Non rispondo per il semplice fatto che è una risposta che in questo momento non ho.
Marta
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