Era sommerso dai debiti, procuratisi nel giro di un paio di anni; questo il motivo che avrebbe spinto Paolo Friggi, il tabaccaio di Zelata, una frazione di Bereguardo, in provincia di Pavia, ha inscenare il rapimento per ottenere un riscatto. Aveva preparato tutti i dettagli: la bicicletta già pronta per scappare e la bugia raccontata al bar che da giorni un furgoncino bianco lo stesse pedinando; alcuni giorni prima del giorno prefissato ha fatto un sopralluogo in una casa abbandonata, che si trova a 300 metri dalla strada principale vicino al ponte delle barche a Bereguardo, dove si è poi rifugiato per 48 ore. La messa in scena era stata preparata anche avvisando una funzionaria della sua banca, che gli avrebbe portato 300mila euro in contanti.Giunti al fatidico giorno, è uscito come ogni mattina di casa alle 4 a bordo della sua macchina e ha percorso alcune centinaia di metri, per raggiungere il luogo in cui aveva lasciato la bici, e ha poi continuato la sua fuga raggiungendo il nascondiglio; con sé si era portato uno zaino contenente 5 bottiglie d’acqua naturale da un litro e mezzo e alcune bustine di zucchero.
L’uomo è resistito 48 ore, ma poi non facendocela più ha fermato una pattuglia di controllo della polizia, raccontando di essere stato liberato dai suoi rapitori o di essere riuscito a scappare; condotto in caserma, è crollato sotto le domande insistenti dei poliziotti e ha confessato tutta la messa in scena.
Friggi i debiti se li era contratti nel giro di due anni, da quando aveva aperto in diverse banche tre mutui del valore totale di 710mila euro circa; all’inizio riusciva a ripagare i mutui che erano del valore di 3000 euro al mese, ma poi sono saliti a 5200 euro e Friggi non è stato più in grado di ripagarli. E tutto questo avrebbe spinto il 37enne a fingere il rapimento e a chiedere alla madre, tramite un messaggio mandato dal suo cellulare, un riscatto di 500mila euro.
La famiglia si dichiara all’oscuro dei debiti del tabaccaio; “Benedetto ragazzo perché non ce lo hai detto” sono state le prime parole della madre Margherita quando nella caserma di Bereguardo ha riabbracciato il figlio.
Ora l’uomo è accusato di simulazione di reato e potrebbe essere accusato anche per tentata estorsione nei confronti della madre, a cui aveva chiesto il riscatto di 500mila euro; l’inchiesta è passata nelle mani della procura di Pavia.







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