Basta con le amichevoli, i triangolari estivi e le indiscrezioni di mercato: questo fine settimana torna il campionato di Serie A, in quella che potrebbe essere definita la stagione dei grandi ritorni.Dopo 12 anni torna il Genoa, "solo" 6 d'attesa per il Napoli. Ritorno in patria per Cassano, dopo la difficile esperienza al Real Madrid, con la speranza di portare insieme a Montella e al promettente allenatore Mazzarri la Sampdoria ai fasti raggiunti solo con la coppia Vialli-Mancini. Proprio quel Mancini oggi tecnico dell’Inter che in queste ore sarà assalito da mille dubbi: si profila infatti il tormentone che lo assillerà forse tutto l'anno(o almeno fino all'inizio delle coppe): chi mandare in campo? E poi la speranza che la sua squadra abbia reali possibilità di confermarsi come squadra dei record in un campionato non influenzato dalle penalizzazioni di calciopoli. E come non parlare dunque della Juventus, il grande vero ritorno di questa Serie A. “I risultati sono belli, ma c’è di più, cioè il poter dire di essere tifosi della Juventus ed essere orgogliosi di qu
esto” disse Ranieri il giorno della presentazione. Il tecnico romano dovrà fare un grande lavoro per riassemblare una squadra stravolta dal mercato. Le potenzialità ci sono tutte, ma come non ricordare che spesso cambiare molto dopo una promozione è stato controproducente. La Juventus se la vedrà di nuovo con le squadre che sono le sue avversarie storiche: Il Milan campione d’Europa, la più “anziana” d’Italia tra le big, quella Fiorentina che continua a puntare sui giovani ma intanto acquista il vecchiotto Vieri per elevare il livello tecnico di un reparto orfano di Luca Toni, la Roma sempre più bella ma anche sempre più imprevedibile, capace di qualunque risultato.
esto” disse Ranieri il giorno della presentazione. Il tecnico romano dovrà fare un grande lavoro per riassemblare una squadra stravolta dal mercato. Le potenzialità ci sono tutte, ma come non ricordare che spesso cambiare molto dopo una promozione è stato controproducente. La Juventus se la vedrà di nuovo con le squadre che sono le sue avversarie storiche: Il Milan campione d’Europa, la più “anziana” d’Italia tra le big, quella Fiorentina che continua a puntare sui giovani ma intanto acquista il vecchiotto Vieri per elevare il livello tecnico di un reparto orfano di Luca Toni, la Roma sempre più bella ma anche sempre più imprevedibile, capace di qualunque risultato.E in coda? Saranno tempi duri per il Livorno e Reggina, che hanno ceduto i pezzi pregiati: il poco esperto Orsi e il debuttante Ficcadenti dovranno inventarsi qualcosa per salvare le loro squadre. E poi sarà la solita lotta, con le incognite della possibile penalizzazione del Cagliari per aver violato la clausola compromissoria nella diatriba legale con l’ex dirigente Oreste Cinquini. Da questa lotta dovrebbero essere chiamati fuori i granata del Torino, squadra che, col Palermo di Miccoli e Amauri, potrebbe essere la vera sorpresa del campionato, se solo Novellino saprà trovare in rosa un giocatore in grado di garantire quei 15 gol a stagione, fondamentale in un gruppo che potrà contare su David Di Michele solo da ottobre.
Insomma i presupposti ci sono tutti per il ritorno del nostro campionato ad essere “il campionato più bello del mondo”. Solo una cosa non deve tornare: non vogliamo più vedere madri piangere i loro figli ammazzati prima o dopo le partite, i simboli di partito sugli spalti, i giornalisti e pseudo-opinionisti ex del grande fratello che si scannano in TV: questa è un'altra storia, non è sport.







